Località misteriose del mondo

Meteor Crater Arizona (Fotolia)

Mondi misteriosi a portata di viaggio. Ecco dieci mete ai confini della realtà, tutte da scoprire!

Meteor Crater, Arizona
Conosciuto con nomi diversi, da Cratere di Barringer a Canyon Diablo Crater, Ë stato il primo cratere terrestre di cui si sia accertata l'origine meteoritica. Da sempre catalizza l'attenzione cinematografica e scientifica, divenendo il set ideale per film di fantascienza ma anche la sede per le esercitazioni degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo.

Convento dei Cappuccini, Palermo
Visitando lo splendore del capoluogo siciliano in questi giorni bollenti un brivido Ë assicurato dalla visita delle Catacombe dei Cappuccini, nei
pressi della Chiesa di Santa Maria della Pace. Il vasto cimitero nei sotterranei del Convento dei frati contiene circa ottomila mummie, in piedi
o sdraiate, vestite di tutto punto perchÈ appartenenti a ceti sociali abbienti, gli unici che potessero permettersi di essere imbalsamati.

[Mini-vacanze sulle tracce di poeti e scrittori]

Tunguska Pietrosa, Siberia

Era il 1908 e, in una mattina come tante, un'esplosione impressionante si verificò nell'atmosfera nei cieli sopra il fiume Tunguska Pietrosa, nella Siberia Orientale. Poi, apparve un oggetto luminoso di cui non è mai stata chiarita l'origine. A Terra non rimasero crateri, né tracce radioattive, ma una foresta fu rasa al suolo per circa 2200 km quadrati e il boato si udì a centinaia di chilometri di distanza. C'è chi ha parlato di ufo, chi di antimateria. Non resta che andare a verificare.

La Grotta del Turco, Gaeta (Latina)
La leggenda vuole che, alla morte di Gesù, una montagna affacciata sui mari del Lazio meridionale si spaccò in due, formando una grotta. Un saraceno approdato da quelle parti avrebbe appoggiato una mano su una parete di roccia, lasciando l'impronta come un calco. Una figura ancora perfettamente visibile. L'accesso alla grotta avviene dalla cittadina: dal Parco urbano di Monte Orlando si comincia a scendere fino a livello del mare, a caccia del segreto di quel misterioso marinaio.

Racetrack Playa, California
Siamo nella Death Valley, il luogo è per definizione poco accogliente e le sailing stones o sliding rocks lo hanno “scelto” proprio per non essere disturbate nei loro tragitti misteriosi. A spostare le pietre mobili non sono né fenomeni paranormali, né campi elettromagnetici: sarebbe il vento il "motore" di questi massi che si spostano secondo percorsi lineari o curvi a seconda che siano ruvidi o lisci.

[La città dove il cappuccino non è quello vero]

Collina di Rivoli-Avigliana, Piemonte
Una delle varie sedi dei massi erratici, pietre sorprendenti e per fortuna un po' più stabili del nome che portano. Sono i testimoni di un passato molto freddo, lasciti di antichi ghiacciai che li hanno trasportati in zone dove poi non ci sono montagne. La natura, dunque, ha costruito questi menhir che spuntano dalla terra, ma il magnetismo che sprigionano ha solleticato la fantasia di molti nell'antichità.

Isole Ryuku, Giappone
Un angolo di Oriente immerso nell'Oceano Pacifico. L'isoletta di Yonaguni sarebbe semplicemente questo se nelle sue acque non fossero state scoperte immense costruzioni subacquee simili alle piramidi mesopotamiche e precolombiane. Sarebbero le prove dell'esistenza di Mu, un continente inabissatosi nel Pacifico millenni fa, un po' come sarebbe accaduto ad Atlantide nell'Atlantico. Dei popoli che lo abitavano sarebbero rimaste solo tavolette con una scrittura tutta da decifrare che potrebbero raccontare molto della storia del mondo.

Dolina di Bogomilli, Basovizza (Trieste)
A pochi chilometri da Trieste, sull'altipiano carsico, si trova una depressione del terreno chiamata dolina dei Bogomilli. Qui, simile a una cavità del terreno, si trova invece una costruzione di massi che probabilmente risale a millenni fa. Un antico tempio all'interno del quale avvenivano particolari rituali. Nel pertugio trovano spazio anche piccole “stanze”, probabile ritiro dei sacerdoti. Le leggende locali sulle creature dei boschi fanno il resto.

Daniela Faggion