Laghi magici in Italia: tra leggende e panorami mozzafiato

Il lago della vecchiaIl Lago della vecchia - Foto di Daniela FaggionConsiderati spesso una meta per turismo d'antan, i laghi sono in realtà luoghi straordinariamente vitali. Quelli più grandi, come quello di Como o di Garda, sono la destinazione ideale per chi ama windsurf e barca a vela e vuole tenersi lontano dal caos delle località marittime più battute. I bacini più piccoli, invece, sono magari meno attrezzati dal punto di vista sportivo e infrastrutturale, ma sono almeno altrettanto ricchi di storie e leggende. Per questo, approfittando magari di un week end, possiamo avventurarci alla scoperta di alcuni miti sorti dall'acqua dolce e divenuti il simbolo della magia di questi luoghi.
   
Lago della vecchia (Sagliano Micca, BL)

A 1.858 metri di altitudine si trova questo piccolo lago lacustre di origine glaciale. Secondo una antica leggenda diffusa nella vallata, un giovane guerriero si sarebbe innamorato di una giovane fanciulla del posto e avrebbe deciso di sposarla proprio sulle rive del lago, dove tutto venne preparato per le nozze. Nozze che però non vennero mai celebrate, perché quello stesso giorno alla ragazza che aspettava il futuro sposo venne annunciato che egli era stato ucciso. La ragazza decise di coltivare sola il suo sogno d'amore, ritirandosi fino alla sua morte proprio sulle rive del lago con l'unica compagnia di un orso fino alla morte. Ancora oggi pare che, nelle notti di luna piena, il fantasma della donna si aggiri nei pressi del lago, salvando i viaggiatori smarriti e aiutando gli innamorati.

Nei pressi del bacino si trova un incisione rupestre, realizzata alla fine dell'Ottocento da due dei migliori scalpellini della zona, rappresentante proprio la donna dopo una vita di solitudine ancora in compagnia del suo orso.

Il Lago della Vecchia è raggiungibile a piedi dal comune di Piedicavallo in circa 2 ore e mezza di cammino, tramite una comoda mulattiera scavata alla fine del XIX secolo per unire la Val Cervo alla Valle del Lys (o Valle di Gressoney) in Valle d'Aosta. A 10 minuti di cammino dal lago si trova il "Rifugio della Vecchia" che offre possibilità di ristorazione e pernottamento. Sulla strada per Piedicavallo, inoltre, si incontra anche Rosazza, considerato un vero e proprio borgo massonico, tanto da essere considerato la Rennes Le Chateau d'Italia. Ma questa è tutta un'altra storia....

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Lago di Lavarone (TN)

Lago fra i più antichi dell'arco alpino, è attrezzato per la balneazione e la pesca. E proprio i pescatori del luogo sono i primi a tramandare la leggenda per cui è famoso. Molti anni fa a Lavarone viveva un uomo con due figli, devoti e lavoratori. Col tempo l'uomo divenne anziano e malato e decise di fare testamento: i suoi beni e i suoi terreni sarebbero stati divisi in parti uguali fra i due figli, tranne una faggeta che lui possedeva a sud della chiesa e che sarebbe andata solo al più meritevole dei due. Venuto a mancare il padre, i due figli andarono da un giudice per capire come eseguire la volontà del padre, ma nemmeno l'uomo di legge seppe interpretare la volontà espressa. Tornando a casa i due fratelli decisero che avrebbero risolto la questione sfidandosi con i coltelli proprio nel bosco del contendere e andarono ad affilare le lame. Il giorno dopo si recarono insieme sul luogo della sfida ma una grande sorpresa li accolse: al posto dei faggi trovarono un lago e quindi non avrebbero più dovuto battersi. Il lago, poi, di comune accordo fu lasciato in eredità al comune di Lavarone.

Quasi una favola di Esopo, se non fosse che i pescatori e la gente del luogo raccontano che in diversi punti del lago, ritirando le reti della pesca, dall'acqua sono emersi rami di faggio.
   
Lago Santo Modenese (Pievepelago, MO)

Quasi in vetta al Monte Giovo, a 1500 metri di altitudine e a pochi metri dalla Toscana, si trova un lago che deve la sua definizione di “santo” alla leggenda di Ulisse e Tonio che gli anziani montanari delle Tagliole raccontano ancora oggi.
All'inizio dell'Ottocento i boschi di queste zone erano pieni di animali, compresi insidiosi lupi. Durante un inverno particolarmente rigido, uno di questi predatori continuava a far vittime negli ovili della zona e due uomini del posto, Ulisse e Tonio, decisero di abbatterlo. Una domenica mattina, seguendo le sue tracce insanguinate fino al lago gelato, i due si appostarono in attesa dell'animale che però non voleva saperne di uscire. Quando le campane richiamarono la gente alla messa, Tonio decise di andare mentre Ulisse rimase in attesa della fiera. Ed ecco che poco dopo, infatti, la bestia uscì allo scoperto e il montanaro la finì con due colpi di fucile. Come fece per scuoiarlo, il lupo cominciò a perdere moltissimo sangue e il suo calore sciolse il ghiaccio. Le acque gelide allora inghiottirono sia il lupo, sia Ulisse. Una volta tornato dalla celebrazione, Tonio scoprì l'accaduto e corse in paese disperato a raccontare la tragedia. Poi, venne la primavera, i ghiacci si sciolsero e il lago restituì il corpo del lupo. Ma di Ulisse nessuna traccia. Le acque del lago però continuavano ad agitarsi e per la prima volta traboccarono scendendo a valle e danneggiando campi, case e ovili. Il sacerdote locale decise allora di benedire le acque del lago, pronunciando una serie di formule da un libro che aveva portato con sé. Le acque si calmarono e il lago divenne Santo.

Per chi lo visita oggi ci sono tanti percorsi a piedi (o fuori pista d'inverno) e due comodi rifugi per trovare ristoro...e scappare da Ulisse.

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