Cose poco note sulle… nespole

La nespola è un frutto color giallo-arancio, dalla buccia sottile e di forma tondeggiante che da acerba, a causa dell'alto contenuto di tannini, provoca un effetto astringente dando la sensazione di legare la bocca, mentre da matura i tannini si trasformano in zuccheri e il frutto diventa più dolce. Anche se sulle nostre tavole siamo soliti consumare la varietà di nespole classificate come nespole del Giappone, esiste in natura un'altra specie di nespolo anch'essa appartenente alla famiglia delle rosacee: il nespolo comune.

NESPOLO GIAPPONESE Eriobotrya japonica
Originario della Cina orientale, dove cresce spontaneo nelle zone collinari, fu introdotto in Giappone e diffuso sia come albero da frutto sia come pianta ornamentale. Successivamente scoperto dai viaggiatori occidentali, venne importato in Europa e qui si diffuse a partire dal XIX, con il primo insediamento nel giardino Botanico di Parigi nel 1784.

Il nome scientifico Eriobotrya deriva dai vocaboli "erion" (peloso) e "botrys" (grappolo), a indicare il particolare aspetto assunto dalle nespole che, oltre a crescere a grappoli, presentano da acerbe una superficie quasi cotonosa. La pianta possiede foglie coriacee sempreverdi e fiori bianchi pronti a sbocciare con i primi freddi dell'inverno. I suoi frutti, le nespole del Giappone, maturano a maggio e sono, insieme con le fragole, uno dei primi frutti dell'anno.

La nespola giapponese contiene molta acqua e una discreta quantità di fibre, oltre a sali minerali, potassio, fosforo, magnesio, calcio e un buon apporto di vitamine B e C. Inoltre possiede un basso contenuto calorico, e a 100 grammi di polpa equivalgono 47 calorie.

Da questo frutto si ricava un prelibato liquore, il Nespolino. La preparazione è facile anche se lunga. Per prima cosa spellate una decina di semi di nespola e fateli essiccare al sole per una decina di giorni. Poi aggiungete a un contenitore di vetro ben pulito e asciutto 100 cl di alcol neutro a 96 gradi, 100 cl di acqua, un chilo di zucchero e le nespole. Mescolate con un cucchiaio e lasciate riposare. Trascorsi quaranta giorni, filtrate con un panno fine il composto e fatelo riposare per altri trenta giorni prima di servirlo.

Per mostrare ai bambini il processo di crescita delle piante, vi basterà mettere uno dei grossi noccioli di questa nespola nell'ovatta, ricordandosi di lasciarla sempre umida. Così facendo il nocciolo germoglierà presto e potrete a quel punto trapiantarlo in un piccolo vaso con del terriccio universale, aspettando che cresca fino a diventare un vero e proprio albero.

NESPOLA COMUNE Mespilus germanica
L'origine del nespolo comune è incerta: pare sia autoctono della regione
caucasica a nord della Persia. Le prime notizie sulla sua coltivazione lo
fanno risalire al primo millennio a.C. sulle rive del Mar Caspio per poi
diffondersi in Asia Minore e da qui in Grecia, dove veniva consacrato al dio Cronos e raffigurato negli affreschi dell'antica Pompei. Il nespolo comune è oggi presente principalmente come pianta selvatica in tutta la parte meridionale d'Europa. Secondo alcuni, pare sia stato introdotto in Italia dalla Germania, paese nel quale è diffuso in abbondanza. Conosciuto e coltivato dagli antichi romani, le foglie e i frutti acerbi di questo albero trovarono un'ampia diffusione durante il Medioevo, quando entrarono a far parte della farmacopea domestica come pianta medicamentosa con proprietà diuretiche, astringenti e di regolazione delle funzioni intestinali. Con lo svilupparsi delle attività agricole, la coltivazione di questo antico albero e di altre piante meno redditizie da un punto di vista economico venne poco alla volta abbandonata. Oggi il nespolo comune, oltre a essere coltivato dagli appassionati come pianta ornamentale, è utilizzato per la produzione di carbone e la concia delle
pelli, e fa parte dei cosiddetti "frutti antichi da salvare" insieme ad alberi quali il corbezzolo, il sorbo, la giuggiola, la pera cotogna e tanti altri.

Nell'antichità ogni abitazione di campagna aveva almeno un nespolo comune in cortile, perché si credeva che possederne uno tenesse lontane le streghe e la sfortuna. Secondo una leggenda, streghe e stregoni potevano privare il nespolo delle sue foglie rendendolo sterile ma solo se la pianta non era stata benedetta il primo giorno di maggio. I contadini, oltre a utilizzare il suo legno duro e nodoso per lavori d'intaglio, erano soliti tramandarsi di generazione in generazione le ricette per produrre il liquore di nespole. Inoltre si servivano della pianta per scandire il passare delle stagioni, essendo il nespolo comune il primo albero a fiorire e l'ultimo a maturare i suoi frutti, e una buona fioritura veniva considerata come premonitrice di un ricco e abbondante raccolto.

La raccolta della nespola comune, a differenza di quella germanica, avviene tra fine ottobre e la prima metà di novembre. Una volta raccolti ancora acerbi, questi frutti vengono fatti maturare fino a gennaio-febbraio in luogo asciutto e ventilato come i fienili, dove rimangono per lungo tempo nella paglia. Usanza dalla quale è derivato il detto popolare: "Con il tempo e con la paglia maturano le nespole".

Alberto Picci

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