Abbigliamento e umore

Abbigliamento e depressione

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Gli abiti che indossi possono influire sul tuo umore e viceversa. Perchè succede?

Il rosso? Adatto se volete avere gli occhi di tutti puntati addosso. Il blu? Se lo indossate vuole dire che siete rilassati e in pace con voi stessi. Una gonna arancio o un abito giallo (colore ormai sdoganato da Michelle Obama e approdato anche sui recenti red carpet)? Sarete irresistibili.

Ma quando siete davvero di buon umore, quando vi sentite eleganti, in forma e pure un po' più magri, nulla è perfetto come il classico, rassicurante, impareggiabile nero. Il colore dei colori, in campo di abbigliamento. Che lo stato d'animo influenzi il modo di vestire, nel colore e nel tipo di abito, non è una novità. Le star lo sanno bene (e i paparazzi ancor di più): una foto dell'attrice di turno con tuta, mollettone, infradito dice della sua vita privata molto più di una dichiarazione su dieci riviste di gossip.

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Umore e abbigliamento si prendono a braccetto anche nella vita di tutti i giorni e in Inghilterra c'è persino chi si è scomodato a dimostrare scientificamente il legame tra il capo scelto dal guardaroba e il proprio termometro umorale. Keren Pine, dell'Università di Hertfordshire, ha pubblicato una ricerca che ha suscitato molti commenti (e qualche critica): a un centinaio di donne è stato chiesto di commentare lo stato d'animo che provano quando indossano un paio di pantaloni e una t-shirt pescata a casaccio tra i propri cassetti. Non sorprende che quasi il 60% delle intervistate abbia associato a questo tipo di abbinamento uno stato d'animo a dir poco depresso. Quando si è felici e di buon umore la scelta cade (stiamo parlando sempre di abbigliamento femminile) su vestitini vivaci, in seta o colore, dai tessuti morbidi e comodi. E soprattutto su tagli che valorizzano i punti di forza o il proprio incarnato. Insomma, su qualsiasi cosa che attragga l'attenzione del prossimo, al contrario di paio di pantaloni slavati con t-shirt sformata.

Dalla ricerca emerge anche che gli accessori di abbigliamento possono trasformarsi in una 'terapia' per l'umore nero: un bel cappello, un paio di scarpe sfiziose, con tacco alto, un bracciale o una collana originale aiutano a rinforzare la propria autostima, a recuperare vitalità e anche consenso pubblico (si tratta spesso di accessori spiritosi che attirano l'attenzione e i complimenti degli altri).

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Esiste anche una scienza, la cromoterapia, che studia i benefici effetti dei colori sull'umore e, di riflesso, il legame tra abbigliamento e carattere: Leslie Harrington, responsabile del Textile Color Card Association of the United States, ha spiegato che «il nostro stato d'animo reagisce in modo diverso ad ogni colore, che può variare da persona a persona in base alle esperienze passate». Il rosso, ad esempio, induce all'estroversione e all'attività fisica: è un colore ricco di energia e secondo la cromoterapia è utile per chi ha scarsa vitalità, vale come una ricarica. E che dire dell'arancione (divenuto anche un colore 'politico' durante la campagna elettorale di Giuliano Pisapia, oggi sindaco di Milano, e di Luigi De Magistris, primo cittadino di Napoli)? Si mette quando si è di buon umore, nella certezza che questo colore scalda il cuore di chi lo indossa e di chi gli sta vicino. Colori a parte, attenzione ai segnali che mandate con il tipo di abito che scegliete dall'armadio: se i jeans sarebbero il simbolo di una personalità depressa e un po' sciatta , la giacca — specie per le donne — rivela il desiderio di accettazione o quasi di omologazione, come se, specie sul lavoro, si avesse bisogno di una 'divisa ufficiale' (e molto maschile) per attestare il proprio valore.

Francesca Amé

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