Rosalba scrive, Arisa canta. E non vuole «essere bella»

«Mi vesto come mi piace. Non aspiro a diventare bella, solo a presentarmi nel modo più consono a me. Sono egocentrica, come tutti gli artisti, ma credo che l'aspetto fisico non sia la mia qualità migliore. Le mie doti sono il canto e le canzoni». Così dichiara Arisa a Leggo sul suo cambio di look, senza mostrare insicurezze sulla sua «qualità migliore», il canto.

«Per questo credo che non fischiassero me allo Stadio Olimpico: credo che i fischi erano rivolti all'inno, io so di non essere ancora così popolare da suscitare tanto risentimento. Ma è stato un peccato» continua la cantautrice parlando dei fischi ricevuti alla finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli.

Il suo album d'inediti «Amami», che contiene il brano cantato a Sanremo «La notte» e l'ultimo singolo uscito «L'amore è un'altra cosa», ha superato il disco d'oro nelle vendite discografiche.

Cantautrice ma non solo. Arisa ha pubblicato il suo primo romanzo, «Il paradiso non è un granchè», e sta lavorando a un secondo. Ma l'Arisa cantante non è la scrittrice: «Quel libro è stato scritto dall'altra me, Rosalba Pippa, e mi piacerebbe portare avanti l'esperienza della scrittura con il mio nome di battesimo, perché il libro non è la fine del personaggio ma un'altra cosa».

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A settembre tornerà nella giuria di X-Factor «quest'anno molto più unita». «L'anno scorso avevo quasi paura, vedevo Simona, Elio e Morgan come dei mostri sacri della nostra musica» continua Arisa.

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«Quest'anno mi piacerebbe lavorare con i gruppi, creare un prodotto italiano sulla falsariga degli inglesi The xx. So da Elio, che l'hanno scorso li seguiva, che è molto difficile». E, insieme a Paola Turci e Carmen Consoli, il suo artista italiano preferito viene proprio da X-Factor: «Noemi, tra le giovani, ha uno stile, una gran forza. E non dimentico le grandi della mia adolescenza: Mina, Ornella Vanoni, Rita Pavone, Loredana Berté, Donatella Rettore».

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