Giochi Olimpici di London 2012: grandi valori per i nostri figli

Francesca è una giornalista, blogger e anche mamma. In questi mesi ci accompagnerà verso i Giochi Olimpici, un evento per tutta la famiglia, una lezione di vita per i nostri piccoli campioni. Ci racconterà la sua vita di mamma alle prese con i figli, tra scuola, giochi, sport, amici e famiglia.

(Getty Images)
Manca ormai poco ai Giochi Olimpici di London 2012 e la sensazione, vivendo a contatto con bambini sempre ‘affamati’ di calcio (e come dargli torto se per gli Europei si blocca tutto?) è quella che c’è ancora molto da fare. Per spiegare loro che tirare calci a un pallone non è l’unico sport degno di questo nome. Parlo soprattutto per i maschietti, ché le bambine dimostrano attitudini più diversificate (nel mio personale sondaggio condominiale vanno alla grande ginnastica ritmica, nuoto e danza classica).

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Gli sport, alcuni poco noti persino a noi adulti, possono essere un’utile occasione per insegnare ai nostri figli qualcosa di utile e di buono. Sì, di buono. Stanca di giocatori che segnano e a cui viene poi tappata la bocca perché altrimenti direbbero parolacce, sono alla ricerca di qualche buon modello, di qualche esempio virtuoso. Mi sono fatta un piccolo promemoria, da usare quando i Giochi Olimpici di London 2012 saranno trasmessi in tv, attirando la curiosità di tutti.

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Cominciamo dalla Cerimonia d'Apertura che con la fatica e l’orgoglio di portare la bandiera può essere un ottimo modo per spiegare anche ai più piccoli che cosa significa appartenere a una nazione. E che una cosa bella comporta tanto sacrificio.

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Poi mi butterei sugli sport più affascinanti: le minute atlete della ginnastica, con i loro chignon tirati e le scapole in fuori, sono ottime testimonial per spiegare a un figlio in piena crisi preadolescenziale che solo con la passione e la dedizione si possono raggiungere i traguardi. E che dire del nuoto sincronizzato, dove un secondo può fare la differenza e rovinare lo spettacolo? Questo dovrei tenerlo a mente anch’io, perennemente a-sincronizzata sugli orari degli appuntamenti.

E poi ancora tutte le discipline da pedana (la scherma, il fioretto) per far capire a bambini e bambine che la forza e la potenza non sono niente se manca l’arguzia, l’intelligenza, il tempismo. Anche il sangue freddo, ché quando gli atleti si tolgono la maschera che copre loro il volto, viene fuori tutta la tensione di quei momenti.

L’atletica poi regala metafore educative straordinarie: pensiamo al salto con l’asta dove anche un piccolo uomo può, con l’ausilio dello strumento giusto, arrivare fin lassù oppure il salto in lungo, capace di dimostrare che senza la rincorsa, dunque senza ponderare bene il proprio terreno e il proprio passato, nessun ‘volo’ in avanti è possibile.

I bambini poi sono affascinati dalla staffetta: si corre in squadra, si perde e si vince insieme, ci si passa il testimone con altruismo e generosità.

E poi chiuderò la mia personale lezione sportiva con una bella gara di corsa ad ostacoli: «Questa – dirò alle creature – è la specialità per la quale la mamma si allena da che siete al mondo…».

(Francesca Amé)

Su Mamme da Medaglia i video di Procter & Gamble, 'Crescere un campione', ci accompagneranno fino ai Giochi Olimpici di London 2012 e ci racconteranno gli sforzi, i sacrifici e i traguardi di grandi campioni olimpici di tutto il mondo attraverso la speciale testimonianza delle loro mamme, le più grandi sostenitrici che hanno avuto un ruolo fondamentale nelle loro vite.

Guarda le interviste alle mamme dell'atleta paralimpico Kortney Clemons, del cestista spagnolo Rudy Fernandez, delle atlete americane Shwan Johnson e Kerri Walsh, Matteo Tagliariol, della campionessa tedesca Britta Steffen e dell'atleta indiana Kavita Raut.

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