I rischi della dieta vegetariana

vegetariano

Essere vegetariani? Fa bene alla salute, agli animali, alla morale ed alla linea, ma… siamo sicuri di non correre alcun rischio? I benefici della dieta vegetariana sono, ormai, cosa nota. Privilegiare frutta e verdura a discapito della carne, infatti, riduce (e di non poco) il rischio di molte malattie quali l'ipertensione, l'obesità, le malattie cardiovascolari, l'obesità, le malattie neoplastiche intestinali e i tumori al seno.

Questo perché?
Perché una dieta ricca di vegetali favorisce l'apporto di vitamine importanti e di sostanze antiossidanti, che potenziano la nostra difesa ed intervengono in importanti reazioni molecolari necessarie alle nostre cellule. Apporta inoltre fibre non assorbibili, che migliorano la motilità e la funzione intestinale, favorendo quindi la progressione della massa fecale e nello stesso modo riducendo la permanenza di eventuali sostanze tossiche nel colon e quindi diminuendo eventuali insulti per neoplasie ecc.

Abolire completamente la carne dalla nostra alimentazione ci fa correre dei rischi?
Al di là della motivazione che spinge un individuo a diventare vegetariano (religiosa, medica, etica, ecc),  vi sono degli aspetti scientifici da considerare nel caso la vostra dieta bandisca la carne. Vediamo insieme quali!

Ferro
Chi segue una dieta vegetariana potrebbe andare incontro a un deficit di ferro. Si tratta di un sale minerale essenziale per la formazione del gruppo eme, necessario al trasporto di ossigeno da parte dei globuli rossi. È presente in abbondante quantità negli alimenti di origine animale e in minima quantità in vegetali. Compensare la mancanza di ferro "animale" con quantità industriali di "ferro vegetale" non è possibile. Questo perché il problema fondamentale del ferro è che nella forma biochimica con cui è presente nella carne è da noi facilmente assimilabile, mentre dai vegetali no. Pertanto, quando i loro depositi di ferro si esauriscono, i vegetariani possono andare in contro ad anemia sideropenica.

Il rimedio?
Integrare la propria dieta con farmaci, oppure essere meno rigidi e scongiurare il rischio anemia mangiando la carne una volta alla settimana. La vitamina B12, per chi non lo sapesse, è essenziale per la maturazione degli eritrociti nel midollo osseo e per la formazione della mielina nel midollo spinale (rivestimento delle fibre nervose). Nel caso in cui il nostro organismo non riesca a garantirne grosse quantità, le conseguenze sono, oltre all'anemia, deficit di sensibilità e  deficit di funzioni nervose periferiche.

Il rimedio?
Questa vitamina è principalmente presente nella carne e in minori quantità nel latte e uova, pertanto i vegetariani più radicali sono più a rischio, mentre quelli che accettano i derivati animale (uova e latte) possono integrare bene. Per gli irriducibili di questa dieta, altri rischi possono essere quelli della mancanza di calcio e Vitamina D (facendo aumentare il rischio di favorire l'osteoporosi, e di grassi insaturi (omega3, per esempio) necessari allo sviluppo degli ormoni sessuali.

Quindi? Vegetariani oppure no?
Alla luce di tutti questi aspetti, come in molti altri della vita, la famosa "via di mezzo" continua ad essere la scelta migliore. Se la scelta vegetariana non è dichiaratamente religiosa, l'ideale sarebbe seguire una dieta prevalentemente vegetariana, che non escluda i derivati animali e che, almeno una volta a settimana preveda eccezionalmente della carne.

Leggi gli altri articoli di I Feel Good

Da non perdere