I prodotti light fanno male?

prodotti-lightInutile far finta di nulla, piaccia o meno il tormentone dell'estetica moderna era, è e resterà la sagoma piatta! Proprio in virtù di ciò  l'intera catena di commercio si muove per assecondare il desiderio di chi vuole un fisico sempre asciutto, snello ed in forma e si sa, in questi casi la prima cosa da controllare è l'alimentazione. Però, come in ogni cosa, ci vogliono impegno e fatica: attività fisica in primis. Come si dice "chi bella vuole apparire, almeno un pò deve soffrire". Molti, però, per tempo o pigrizia, non sono disposti ad affrontare una vita di estenuanti sacrifici in palestra e si affidando esclusivamente a scorciatoie alimentari per cercare di "mantenere" la propria silhouette nei "ranghi": i cibi light!

Primi piatti light: fusilli con zucchine e spigola

Bisogna stare attenti! Non sono pochi i rischi associati alle scelte alimentari.  Occorre difatti accertarsi, prima di acquistare un qualsiasi prodotto "light", che sia davvero tale secondo le normative europee: non deve avere più del 30% in meno di calorie rispetto alla versione originale. Proliferano ormai versioni "light" e "diete" di moltissimi prodotti alimentari: bevande (ad es. Coca cola light), formaggi (ad es. Philadelphia light), snack, ecc. Per chi non lo sapesse, ciò che fornisce le principali caratteristiche culinarie ad un prodotto, ovvero il "sapore", sono proprio le presenze di zuccheri e grassi: per ridurre l'apporto calorico occorre diminuire la presenza di tali molecole sostituendole con altre ipocaloriche, che rappresentino un valido surrogato in termini di sapore, profumo e  aspetto del prodotto originale.

Dolci light alla frutta: pere caramellate e yogurt

Ma non si può creare un qualcosa prescindendo dalle sue caratteristiche principali (un po' come bere un'aranciata senza arancia) ed è questo l'errore commesso dalle grandi case: aver dato alla parola "light" un significato del tutto diverso dal suo. Pensando ai dolcificanti (è sufficiente consultare svariati siti internet per farsi un'idea sull'argomento) si possono considerare in linea di massima accettabili i prodotti che sostituiscono saccarosio e glucosio con altri dolcificanti naturali, ad esempio il fruttosio. Al contrario la maggior parte dei dolcificanti artificiali stimolano la produzione di insulina (a causa del gusto del dolce) in persone sane con conseguente abbassamento della loro glicemia: la conseguente iperinsulinemia stimola l'appetito. Si pensi che in passato, per far ingrassare i suini, era abitudine integrare la loro alimentazione con la saccarina. Dunque, attenzione ai prodotti "light", potranno essere leggeri ma non come una piuma, bensì come un macigno!

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