Pacchetti di sigarette anonimi presto anche in Italia?

Pacchetti di sigarette anonimiLe sigarette senza marchio aiutano a smettere di fumare? L'Australia è a un passo dall'ottenere all'adozione dei pacchetti di sigarette "anonimi" e le altre nazioni, Italia in primis, si chiedono se sia il caso di seguire l'esempio o meno.

Per quanto le multinazionali cerchino di negarlo per ovvi motivi di "immagine", secondo Giacomo Mangiaracina dell'unità di Tabaccologia della Sapienza di Roma, "la soppressione del logo ha un impatto forte sui fumatori. Basti pensare a come il brand influisce sull'immagine delle sigarette ad esempio nei film. Queste strategie sono molto migliori delle scritte, che non fanno paura a nessuno e anzi sono una "foglia di fico" per le aziende, permettendo loro di dire che i tabagisti sono avvertiti".

L'OMS (Organizzazione mondiale della sanità), entusiasta per la sentenza Australiana, invita il resto del mondo a seguire la scia, ricordando, dati alla mano, che il fumo uccide sei milioni di persone ogni anno e che, tra pochi anni, il numero potrebbe salire a otto.

Gli effetti del fumo sul corpo umano

Ricerche e studi

Una recentissima ricerca, pubblicata da Addiction pochi giorni prima di Ferragosto, ha evidenziato il fatto che i pacchetti di sigarette anonimi (senza marchio) attirano maggiormente l'attenzione dei giovani per quanto riguarda le controindicazioni del fumo. Ancora di più delle dibattutissime foto choc.

Nel 2011, invece, una ricerca condotta dall'Università Britannica di Stirling sull'effetto dei pacchetti anonimi, ha dimostrato che il fumatore si sente meno "di tendenza", mentre chi non ha mai fumato avverte una minore attrazione verso un anonimo vizio "mortale".

L'Italia

In Italia, la lotta al tabagismo è in una fase di pieno dibattito, dibattito che presto potrebbe portare settimane la nuova legge 'bipartisan' promossa nel 2010 da Ignazio Marino del Pd e Antonio Tomassini del Pdl e ancora insabbiata in commissione Bilancio al Senato.

La legge, secondo lo stesso Marino, segue gli stessi principi di quella adottata in Australia mentre, per quanto riguarda i tempi tecnici, Marino si sente ottimista: "ho avuto assicurazione dal presidente della commissione Bilancio che la legge sarà discussa la prima settimana di settembre, e la commissione Sanità del Senato ha già garantito che andrà subito in votazione appena sarà licenziata sotto gli aspetti di bilancio. Per l'approvazione definitiva sarà sufficiente l'ok della Commissione, perché la legge ha ottenuto la procedura deliberante".

Smettere di fumare, i benefici

Il Bugiardino

Marino, tessendo le lodi della giustizia australiana, ha anche affermato che "Ciò che conta è cercare ogni strumento scientifico per scoraggiare il vizio del fumo, soprattutto tra i più giovani. La legge che abbiamo promosso mira proprio a questo, e tra le altre cose prevede il divieto di vendita sotto i 18 anni e l'introduzione di un "bugiardino" con la lista delle 40 sostanze contenute nelle sigarette di cui è stata già provata la cancerogenicità (come vinile, cadmio, piombo, ammoniaca, ammine aromatiche, benzopirene, acido cianidrico). Se poi il relatore della legge, il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, presenterà un emendamento per intervenire sui pacchetti, io sono assolutamente favorevole".

Un deterrente al fumo? L'aumento dei prezzi

Anche il noto farmacologo Silvio Garattini si complimenta con la giustizia Australiana, dichiarando che "Tutto quello che si può fare per ridurre il consumo di sigarette e sigari non può che essere benvenuto. Non dimentichiamoci che in Italia sono circa 70mila le morti all'anno collegate al fumo, anche perché spesso scatta il connubio sigaretta-alcol. E anche quest'ultimo si presta ad effetti cancerogeni. Le indagini più recenti indicano che almeno il 70% dei fumatori è favorevole a misure per contenere il consumo di sigarette e sigari. Ma la misura di maggior peso è sempre quella di aumentare il prezzo dei pacchetti. In Italia costano meno che nel resto dell'Europa. Aumentando anche solo un euro a pacchetto si ridurrebbero i consumi e si raccoglierebbero ben 5 miliardi di euro l'anno".

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