Le capitali mondiali della buona cucina

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Ecco le città dove vale davvero la pena prenotare una cena al ristorante

A tavola la tradizione ha sempre il suo fascino e per questo le capitali della buona cucina continuano a essere le città che rappresentano le tradizioni culinarie più famose del mondo. Scopriamo insieme le tappe imperdibili.

Parigi è famosa per le sue raffinate pasticcerie, i ristoranti consigliati dalla guida Michelin e delle bistecche perfette. Roma invece è il posto ideale per mangiare un pezzo di pizza con le zucchine, una caprese e, chiaramente, per gustare un gelato. Vere tentazioni per il palato. È invece obbligatorio visitare Tokyo per provare il sashimi e il robatayaki oppure piatti più elaborati come il gyudon, un piatto di carne di manzo e cipolla servito con il riso.

Dietro i numeri

La classifica è stata stilata a partire dai dati dell'Anholt-GfK Roper City Brands Index pubblicato a giugno, uno studio condotto ad aprile di quest'anno e che ha coinvolto 10.000 persone provenienti da 20 Paesi. Ai partecipanti è stato chiesto di stilare una classifica di 50 città in base a diversi fattori, quali clima, bellezza, ristoranti e vita notturna. Sono state inoltre valutate anche lo stile di vita, l'atmosfera, la coesistenza di più culture e il fascino. Per determinare quali di queste città venissero associate alla buona cucina, è stato poi chiesto di analizzare un elenco di voci, tra cui anche il cibo, e di indicare quali fossero le più interessanti nelle diverse città. Nella classifica sono state infine inserite tutte le città che erano state indicate come mete privilegiate per la cucina.
La ricerca, in passato conosciuta come Anholt City Brands Index, è stata effettuata per la prima volta nel 2005 da Simon Anholt, un consulente indipendente che lavora per oltre 20 amministrazioni pubbliche per sviluppare strategie efficaci di marchio e relazioni con il pubblico. Nel 2009 ha iniziato a collaborare con l'agenzia GfK Roper di New York per coinvolgere nella ricerca anche persone non provenienti da Paesi europei e creare quindi il giusto mix di partecipanti tra aree economicamente sviluppate e aree non sviluppate.

Nella Top 5

Città del Messico e Barcellona completano le prime cinque posizioni. Sebbene alcuni americani e canadesi non considerino la capitale messicana un luogo rinomato per la buona cucina, gli europei e gli asiatici hanno un'opinione completamente diversa. "Non sappiamo chi ha ragione, ma i dati parlano chiaro", commenta Anholt, "Città del Messico è molto apprezzata da egiziani, russi, svedesi e australiani, ad esempio, e questo dimostra che la cucina messicana sta iniziando a diventare molto importante a livello internazionale".
A Città del Messico potrete mangiare i tamales di El Monasterio, i piatti a base di poblano di Casa Merlos e il famoso cioccolato caldo de El Cardenal. Ristoranti come questi, amati dai turisti e dagli stessi messicani, hanno permesso alla cucina locale di imporsi in tutto il mondo negli ultimi 20 anni. Dall'altra parte dell'oceano, Bercellona è pronta ad accogliervi con la sua paella, l'escalivada (un piatto della tradizione catalana con verdure arrostite e affumicate), le insalate di merluzzo e le deliziose tapas.
Qualcuno ritiene che le amministrazioni di Città del Messico e di Barcellona abbiano investito molto per pubblicizzare le rispettive cucine e per promuoverle agli occhi dei turisti. Secondo Anholt non è così.
"Puoi spendere milioni di euro in comunicazione, ma se i piatti della tua tradizione culinaria non sono buoni, nessuno sarà disposto a mangiarli", ci spiega. "In questo campo è sempre la gente a decidere".
Ritiene invece che Città del Messico e Barcellona abbiano saputo sfruttare bene il turismo internazionale di massa, grazie anche ai prezzi accessibili dei biglietti aerei, trasformando i soggiorni in "viaggi all'insegna della buona cucina". Secondo l'International Culinary Tourism Association di Portland, Oregon, la locuzione "turismo culinario" ha iniziato a diffondersi nel 2001. Nel 2007, solo negli Stati Uniti, 27 milioni di turisti hanno scelto delle vacanze all'insegna della scoperta di nuovi sapori a tavola. Il fenomeno è talmente diffuso da rappresentare il 17% del turismo complessivo, almeno secondo l'U.S. Travel Association, un gruppo con sede a Washington D.C.

Madrid, tapas

Le altre destinazioni culinarie che fanno girare il mondo

Se nella classifica i primi cinque posti sono occupati dai centri che rappresentano probabilmente le cucine più famose del mondo, adesso ci sono tante altre città pronte a recitare un ruolo da protagonista nel panorama internazionale. Anche a tavola infatti i cinesi iniziano a farsi strada. L'agenzia Hias Gourmet di Pechino ha già creato sette differenti itinerari culinari per scoprire i sapori della tradizione del Paese. Non meraviglia quindi che Hong Kong, Pechino e Shanghai occupino rispettivamente la settima, l'ottava e la decima posizione della classifica. I piatti della cucina cantonese, il gusto delicato dei granchi di Shanghai, il pollo al cartoccio di Pechino e i dim sum di Hong Kong sono solo alcuni esempi di questi nuovi sapori.
Stranamente nella nostra classifica non appaiono Londra, che negli ultimi 20 anni era diventata una delle capitali mondiali della buona cucina, e New York, un vero punto di riferimento almeno per gli Stati Uniti. Le due metropoli sono assenti probabilmente perché la loro tradizione culinaria non è dinamica come quella di altre città.

Se è vero che per assaporare il sushi più buono del mondo dovete prenotare un tavolo al Morimoto di New York, non bisogna dimenticare che il piatto è stato creato nel lontano Giappone. Parlando poi di Londra, al famoso Hakkasan, uno dei ristoranti più famosi della città, potrete ordinare i delicati piatti della tradizione culinaria cinese, non certo un pudding inglese. "Sia nel Regno Uniti che negli Stati Uniti ci sono tantissimi locali di prima classe in cui mangiare", spiega Anholt. "Ma questo non impedisce alla gente di continuare ad associare la cucina americana al marchio McDonald's.

Lauren Sherman

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