Città letterarie

leggereleggereL'Italia è il Paese dei campanili, nasce da ducati, granducati, regni, baronie, e ogni tipo di organizzazione comunale che separi il territorio. Ciò è stato un problema per l'unità ma anche una grande risorsa per il carattere e la creatività. E anche per le arti e la letteratura. Per mostrare la propria forza e aumentare il proprio prestigio, molti governanti si sono trasformati in mecenati, dando la possibilità a scrittori e artisti di lavorare liberi dagli obblighi del guadagno. Questa pratica è caduta in disuso, ma molti autori, anche nel recente passato, sono comunque rimasti legati indissolubilmente alle proprie origini per ambientare le proprie storie.

[Yahoo! Lifestyle - Un libro per ogni età]

Una retaggio culturale e un continuo omaggio ai propri luoghi natii o di adozione, quelli in cui si vive la vita che si vuole raccontare. In questo breve viaggio per le città attraverso i libri di alcuni nomi illustri che le hanno descritte (o lo fanno ancora) non c'è scientificità, ma troverete suggerimenti di lettura. Visitate Bologna e ricordate che Pier Vittorio Tondelli ci ambientò romanzi, racconti e raccolte di giovani promettenti, muovendo la scena culturale della città negli anni '80 insieme ad Andrea Pazienza e altri geni in erba. Andate a Bari e troverete la patria di Gianrico Carofiglio padre del thriller legale italiano. Se volete capire veramente Milano del secolo corrente e di quello appena concluso leggete Scerbanenco, russo di nascita ma adottato dalla città come solo nelle metropoli può succedere, l'ha saputa raccontare nei suoi gialli molto meglio di chi ci è nato. Gialli di cinquant'anni fa ma colmi del carattere degli spazi e della gente. E se volete sapere com'è Milano oggi leggete Aldo Nove.

La meravigliosa Trieste, che nessuno sa se davvero è Italia o no, vive le atmosfere mitteleuropee del suo letterato più illustre (dopo Italo Svevo), Claudio Magris. "Trieste ha fatto proprie le contraddizioni della frontiera, che è ponte ma anche barriera, luogo in cui è più facile incontrare l'altro ma pure rifiutarlo e ignorarlo, vivace apertura e gretta chiusura", scrive Magris, come una metafora del nostro Paese. Non dimenticate che Torino, per passare a Ovest, è la città di Fruttero (per nascita) e Lucentini ( per adozione) che non possiamo non ricordare, proprio in occasione della loro scomparsa, per la leggerezza con cui hanno raccontato l'Italia.

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E per finire, Roma, la città eterna, dalle mille facce e dagli infiniti caratteri. Quello che consigliamo è un percorso letterario che passa da un romano per amore, Pier Paolo Pasolini, e uno per condanna, Alberto Moravia. Fini intellettuali, capaci di raccontare un proletariato sbandato di borgata, il primo, e una borghesia ricca e annoiata, il secondo. L'una non può vivere senza l'altra, anche se non esistono luoghi di mescolanza. L'eterno dilemma delle città, divise per classi, quartieri, cultura. Ragazzi di vita, del primo, e Gli indifferenti, del secondo, sono libri che non invecchiano. Per tutto ciò che si è tralasciato, c'è spazio per la vostra curiosità.

Stefano D'Andrea

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