Cinque mete tra l’inferno e la Luna

Ci sono posti dove la mano dell'uomo non si vede ed è la natura che si diverte a giocare con le sue regole e le sue magie. Il risultato? Atmosfere da cartolina, dove il mistero, a volte, regna ancora sovrano...

Partiamo dalla Nuova Zelanda, la 'Terra della grande nuvola bianca', come è chiamata nell'antico linguaggio Maori.  E' facile pensare solo a hongi, haka e poi, le danze tradizionali rese famose in tutto il mondo dalla squadra di rugby degli All Blacks, ma basta fare mente locale  sulle ambientazioni della saga de 'Il Signore degli anelli' per afferrare la bellezza viva e violenta di questa terra. E' il caso della zona vicino a Rotorua, 'Sulphur City', una delle aree geotermali più attive della Nuova Zelanda. Siamo tra i luoghi più sacri per i Maori, che hanno ribattezzato la vicina sorgente termale 'Wai-o-Tapu', ossia acque sacre. Qui si cammina tra vulcani, geyser, sorgenti e laghi di fango in ebollizione.. fino a stupirsi di fronte al Devil's Bath. Una specie di piscina color verde pisello, che deve il suo incredibile colore ai diversi minerali che si trovano nell'acqua. Il risultato di un'attività vulcanica che fa risalire le sue origine a qualcosa come 160.000 anni fa.

Da un'epoca difficile da spiegare vengono anche le Nazca Lines, nel sud del Perù. Parliamo di una delle opere più gigantesche ed enigmatiche dell'uomo, ovvero ottocento disegni giganti realizzati tracciando linee sul terreno rosso ocra dell'altipiano tra le città di Nazca e La Palma.
Seguendo schemi ben precisi, sono state asportate le pietre in superficie, lasciando scoperto il terreno sottostante, più chiaro, e tutto questo con una precisione che tutt'oggi sarebbe difficile raggiungere senza l'ausilio di riprese aere o veicoli volanti, di cui gli autori non potevano disporre, almeno ufficialmente. Il colibrì, l'astronauta, il ragno o il pellicano... metri e metri di linee per un'opera che davvero sorprende.

Il viaggio diventa persino surreale se si punta verso l'isola di Socotra, letteralmente dispersa nell'Oceano Indiano a circa 300 miglia della costa africana. Dal punto di vista politico fa parte della Repubblica dello Yemen, ma è isolata dalla terra ferma dall'epoca mesozoica, e non ha subito nessuna contaminazione occidentale fino a non più di venti anni fa. Socotra è un esempio di biodiversità totale, con una natura tutta particolare e una popolazione di 50.000 abitanti che ancora si sposta con il bestiame e abita in capanne fatte di coralli, pietra e foglie di palma.

Anche sulla terra dunque esistono angoli rimasti appartati e che sembrano non appartenergli affatto. A pochi chilometri a sud di La Paz, in Bolivia, la natura si è divertita a modellare lo scenario in modo davvero spettacolare. Grandi formazioni calcaree in un labirinto di canyon, chiamati calanchi, formati dal fiume Choqueyapu. Siamo non a caso nella ' Valle della Luna'. Ma non lanciatevi nel vuoto, qui la forza di gravità c'è ancora…

Il rischio vero, casomai è quello di sprofondare. A circa cento chilometri a largo del Belize, in America Centrale, possiamo imbatterci in quello che è uno dei fenomeni geografici più inquietanti del pianete. Il Blue Hole (Buco Blu) è una depressione di forma perfettamente circolare dovuta a una serie di crolli sottomarini,  con diametro di circa novanta metri e una ragnatela di stalattiti e bizzarre formazioni calcaree che formano le sue mura e vanno a diventare via via più intricate con l'aumentare della profondità, che è di 145 metri. Il Blue Hole è la mecca di tutti gli amanti delle immersioni subacquee.

Silvia Bragalone - Performedia

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