Le attività fisiche da fare al mare

Se è vero che i vacanzieri tendenzialmente si dividono in patiti della montagna e amanti del mare, non è altrettanto vero che i primi siano sempre indomiti sportivi pronti a scalare le cime più impervie e i secondo altrettanto indomitamente pigri e spiaggiati (è il caso di dirlo!) sotto l'ombrellone. Chi sceglie il mare, infatti, sa bene quanta attività fisica possa svolgersi fra un bagno di sole e l'altro. Ecco alcuni esempi per mantenersi in forma al mare.

Una bella passeggiata. Il primo gesto che compiamo arrivando in spiaggia è correre a mettere i piedi a mollo: la loro temperatura si abbassa subito e ci sentiamo già più freschi e più leggeri. Se poi proseguiamo camminando un po', caviglie e gambe si sentono ancora più sollevate, perché il massaggio che esercita l'acqua favorisce la circolazione.

Se arriviamo poi a immergerci fino all'inguine e abbiamo la pazienza di continuare a passeggiare per almeno 40', la piacevole sensazione diventa un perfetto massaggio anti-cellulite, drenante e rimodellante. A tutto questo va aggiunto il beneficio che deriva dalla composizione dell'acqua marina sulla pelle e dallo iodio che inaliamo e che agisce sul nostro metabolismo.           

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Acquagym fai-da-te. Dopo aver ripreso confidenza con l'acqua camminando, possiamo intensificare il nostro allenamento con qualche semplice esercizio di acquagym. A seconda del fondale potrebbe far comodo un paio di scarpette di gomma, mentre per avere un esercizio davvero efficace è bene immergersi fino almeno allo stomaco. Vediamo una sequenza base di esercizi, da ripetere almeno tre volte in serie da dieci:

-     Qualche passo veloce appena entrati in acqua.

-       Corsa lenta: si dà la spinta con la punta del piede per sollevare la gamba e si cerca di appoggiare la pianta del piede quando scende.

-       Slanci indietro (una gamba alla volta).

-       Ginocchia in alto (una gamba alla volta).

-       Gambe divaricate tese: un saltello a piedi uniti, cercando di allontanare le gambe lateralmente e riavvicinarle mentre si scende.

-       Gambe divaricate con incrocio: come prima, ma al ritorno dall'apertura, le gambe si incrociano.

-       Il vigile: mani al petto, gomiti alla stessa altezza, apriamo e chiudiamo un braccio alla volta.

-       Il fantino: con le mani bene aperte, cerchiamo di colpire i nostri glutei superando la resistenza dell'acqua.

-       Il mulino: ruotiamo per intero un braccio alla volta, prima avanti e poi indietro, sfiorando le orecchie.

Nuoto. A questo punto abbiamo recuperato il fiato necessario ad affrontare una bella nuotata. Visto che Michael Phelps non si nasce, è meglio preferire una situazione di massima sicurezza e non uscire al largo con il mare mosso. Cerchiamo di avvertire sempre qualcuno prima di partire e non esageriamo: un lavoro aerobico graduale e calibrato è decisamente più efficace di un lavoro intenso ma affannato e di breve durata. Sessanta minuti di nuoto fanno consumare dalle 400 alle 700 calorie circa, che possono leggermente aumentare se siamo in mare aperto e a una temperatura più bassa.      

Una volta riemersi. Racchettoni, beach volley, corsa e sand walking con scarpette e bastoncini... se siamo risaliti dall'acqua e proprio non abbiamo voglia di restare sdraiati sul telo, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta per mantenerci in movimento. Peraltro correre e saltare sulla sabbia comporta un consumo di calorie notevole, che in estate può aiutarci a compensare quel gelato in più che ci siamo concessi. Attenzione, però: il lavoro sulla sabbia è molto più intenso anche per la schiena e le articolazioni, quindi diventa imprescindibile un buon riscaldamento, un approccio graduale ai diversi livelli, ove serva, una scelta oculata delle calzature.