A renderle così diffuse, a qualsiasi latitudine, è soprattutto la semplicità: hanno un sapore "facile", non hanno bucce difficili da pelare e nemmeno un nocciolo cui stare attenti. In più, godono di ottima fama anche grazie alle immagini di sportivi (il tennista Michael Chang lanciò una vera moda nel 1989 al Roland Garros) che ne sfruttano le proprietà energetiche per recuperare velocemente da sforzi intensi e di media durata. Unica accortezza: stare attenti alle bucce per non trovarsi gambe all'aria. Ecco alcune curiosità su "vizi e virtù" della banana.
Il fatto che sia così popolare non toglie la banana dalla categoria delle specie a rischio di estinzione: anzi, la sua "fama" è addirittura un'aggravante. Nel 2003 si era addirittura sparso l'allarme, lanciato dall'Istituto per il miglioramento delle piantagioni di banani con sede in Francia e ripreso da tutti i media internazionale, che le banane "Cavendish", quelle commestibili per eccellenza, sarebbero scomparse nel giro di dieci anni. La Fao (UN Food and Agriculture Organization) da un lato si preoccupò di limitare il panico scatenato dalla possibile estinzione di questi frutti, dall'altro però non perse l'occasione di stimolare, anche con una certa urgenza, i produttori a promuovere la coltivazione di più "specie" di banane. La mono-produzione di un solo genotipo su larga scala, infatti, è un pericolo doppio: per i frutti che così risultano maggiormente vulnerabili, ma anche per quelle popolazioni che sulle loro coltivazioni (e sull'alimentazione) basano intere economie. Causa principale del rischio estinzione il cosiddetto "Panama disease", una malattia diffusa nel Sud Est asiatico che attacca le piante.
Auckland, 18 ottobre 2002: White lightning si accinge a sfidare gli italiani di Mascalzone latino nell'America's cup. Il 17° uomo a bordo dell'imbarcazione inglese è il magnate delle telecomunicazioni Peter Harrison che, evidentemente ignaro delle superstizioni marinaresche, ha tirato fuori una banana per rifocillarsi: tanto è bastato a creare il panico nel golfo di Hauraki. Secondo una credenza del Regno Unito, diventata "internazionale" nel mondo della vela, le banane a bordo sarebbero bandite perché portano sfortuna.
Mai "succo" fu più difficile da ricavare: provate, infatti, a spremere una banana e guardate cosa ne ricavate se non una poltiglia informe. Ci vorrebbero addirittura degli scienziati per ottenere il prezioso estratto nonostante questi frutti siano composti all'80% da acqua: i ricercatori indiani del Bhabha atomic research centre hanno preso sul serio la sfida, vivisezionando la struttura molecolare delle banane.
Sembra un film comico, ma è tutto vero: nel maggio del 2009 John Szwalla, diciassettenne di Winston-Salem in North Carolina, entra in un Internet cafè al grido di "tutti a terra, questa è una rapina". Sotto la camicia finge di stringere in pugno una pistola, ma è solo una banana. Il gestore, accortosi dell'inganno maldestro, reagisce con una mossa fulminea e consegna alla polizia il ragazzo che, nell'attesa dell'arrivo degli agenti, si mangia la banana usata come arma. I poliziotti, scherzando, hanno ipotizzato di aggiungere il reato di distruzione delle prove all'accusa, ben più grave, di tentativo di rapina a mano armata.
Tutti da dimostrare, come sempre, i benefici collegati alla salute: come si sa la banana è una straordinaria fonte di energia al punto che si suppone che consumarne due darebbe la carica per affrontare 90 minuti di allenamento intenso. Preferibile, inoltre, ad altri "integratori", anche se naturali, in virtù della sua digeribilità.
L'alta concentrazione di potassio (467 mg) e lo scarso contenuto di sodio (1 mg) fanno sì che la banana sia uno dei cibi che non comportano alcun genere di rischio per la pressione alta. Alcuni studi pubblicati su Archives of Internal Medicine dimostrerebbero che mangiare cibi ricchi di fibre, dunque anche le banane, può aiutare a prevenire problemi cardiaci: 10.000 persone adulte americane si sono sottoposte alla sperimentazione per 19 anni e il risultato è che quelle che hanno "immagazzinato" più fibre, almeno 21 grammi al giorno, hanno avuto il 12% di possibilità in meno di incorrere in malesseri connessi alle coronarie e l'11% di possibilità in meno di avere altri problemi di natura cardiovascolare.
A.P.


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